Lettera ad un Vigliacco

La vigliaccheria è un sentimento così diffuso, così abituale che non ci facciamo quasi più caso.

Scrivo queste righe ad un essere umano, non un uomo, solo un essere umano. Un essere umano Vile, un vigliacco, un vero squallido vigliacco.

Ti nascondi, scivoli via a testa bassa. Viscido .

Avresti avuto modo di essere utile, decisivo forse, certamente d’aiuto ed invece sei fuggito via meschinamente, vigliacco ! Vigliacco !

La tua è una misera vita . Un pusillanime che si nasconde all’ombra di altri. Un essere talmente piccolo che non meriterebbe nemmeno queste righe.

Vergogna. I tuoi figli sono figli di un essere codardo, di un debole, di un verme. Quale futuro gli hai riservato dovendosi vergognare di avere un tale padre ?

Non ho altre parole per definire la tua povertà di spirito. La tua anima è addirittura volata via perchè non sopportava più la tua presenza.

Sei un vigliacco perchè scappi di fronte alle tue responsabilità cercando scuse e giustificazioni inesistenti per dare ragione alla tua falsa coscienza.

Un vigliacco è un essere che non ha mai osato guardare nel fondo della propria anima, che non ha mai cercato di scoprire da dove provenga il desiderio di liberare la fiera selvaggia, di capire che cosa siano la felicità, il dolore, l’amore: sono esperienze limite dell’uomo. E soltanto chi conosce queste frontiere può dire di conoscere la vita. Il resto è solo un far passare il tempo, un ripetere lo stesso esercizio, invecchiare e morire senza aver realmente saputo che cosa si stava facendo.
(Paulo Coelho)

C’è qualcosa di più terribile della violenza dei bruti: la violenza dei vigliacchi.
(Roberto Benigni)

La natura dell’uomo superbo e vile è di mostrarsi insolente nella prosperità e abietto e umile nelle avversità.
(Niccolò Macchiavelli)

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