Storia di un asinello buono

Questa è la storia di Marino, l’asinello buono.

Marino era un piccolo asinello che viveva con il vecchio nonno. Egli era felice, trascorreva il tempo giocando e trotterellando nei prati dove egli era nato e seguendo i consigli del suo vecchio nonno cresceva forte e sano.
Un brutto ed indimenticabile giorno però il suo vecchio nonno morì e Marino si ritrovò solo soletto senza nessuno e senza saper dove andare.
Così decise di partire per cercare altri asinelli con cui vivere e giocare.

Si incamminò e dopo tanto girovagare per monti e campagne, molto stanco ed affamato, vide degli asinelli come lui nei pressi di una vecchia casa diroccata.

Si avvicinò e chiese loro se poteva entrare a far parte del loro gruppo. Dopo qualche confabulare tra gli asinelli più anziani gli risposero che poteva star lì.

Marino era felicissimo. Contento e convinto di aver trovato una nuova casa e dei nuovi amici asinelli con cui giocare e vivere sereno.

Il tempo passò e Marino pareva integrato nel gruppo, in realtà, per sua natura, era sempre stato attento a non invadere gli spazi e le abitudini che il gruppo di asinelli mostrava di possedere. Egli però non aveva difficoltà a convivere con alcune di queste abitudini che egli, nella sua sincera ingenuità riteneva normali e giuste.
L’educazione che aveva ricevuto dal caro nonno era così sincera e libera che Marino rispettava profondamente tutti convinto che fosse naturale per tutti gli asinelli e che la bontà d’animo fosse una dote naturale di ogni asinello della terra.

Un giorno mentre Marino giocherellava in un campo con altri asinelli, si abbattè un temporale talmente forte che creò un gran fiume d’acqua separando la zona dove erano Marino e gli altri amichetti dalla famiglia intera degli asinelli.
Il diluvio continuò per giorni interi e non pareva smettere allora gli asinelli più grandi corsero in soccorso e, con grandi sforzi, cercarono di salvare i piccoli asinelli uno alla volta sino a quando restò isolato soltanto Marino.

Marino a quel punto, con ansia e tanta paura, aspettò di essere tirato verso l’altra sponda e quindi salvato come gli altri, ma vide che il gruppo di asinelli si allontanava.
Sorpreso da quella scelta, urlò richiamando l’attenzione dei grandi asinelli e chiedendo aiuto, ma gli fu risposto che erano ormai stanchi e che egli avrebbe fatto meglio a tornare al paesello da cui era venuto.

Marino restò senza fiato. Non voleva credere a quanto aveva appena ascoltato con le sue lunghe orecchie. Il suo cuore gli si gonfiò così tanto che quasi esplodeva. Tanta tristezza e tanta paura. Il terrore non gli consentì di urlare ancora aiuto, ma nel suo cuore non riusciva proprio a comprendere come fosse possibile che, quelli che lui considerava asinelli fratelli, avessero potuto abbandonarlo. Non riusciva a capire quanto aveva appena vissuto perchè il suo cuore era diverso, egli non avrebbe mai potuto percepirne le ragioni.

Marino restò lì solo per alcuni giorni, sperando si trattasse solo di un’incomprensione o di una punizione per qualcosa che lui aveva potuto involontariamente compiere, tremava, si aspettava il ritorno degli amici asinelli.

Purtroppo nessuno tornò a prenderlo e Marino restò solo realizzando quanto possono essere cattivi di cuore gli asinelli e che un asinello non è mai uguale all’altro. Un gruppo di asinelli non è mai uguale ad altri gruppi e che molti asinelli seguono le indicazioni degli asinelli più “saggi” (?). Non nutrì mai rancore verso gli amici con cui aveva giocato per giorni e giorni, ma si convinse che la scelta dei saggi del gruppo avesse condizionato anche gli asinelli più piccoli ed innocenti.

Marino da quel momento vagò per tanto tempo, spesso in solitudine e tristezza. Le lacrime, poverino, erano la sua compagnia di tutti i giorni.
Era ancora un piccolo asinello e faceva una tenerezza infinita, ma aveva dovuto sopportare un’azione spregevole che gli avrebbe segnato tutta la propria esistenza.

Il cielo volle che un bel giorno incontrasse un giovane pastore solo, che per le lunghe orecchie gli ricordava il suo caro nonno e questo gli destò subito tanta simpatia e finalmente gioia, così tanta che scoppiò a piangere.

I due si tennero compagnia per sempre ed ancora oggi sono sereni, ma Marino avrà sempre nel cuore una grossa lacrima.

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